LA LEGGE DI SAY

Detta anche “legge degli sbocchi”, è uno degli enunciati più importanti della scienza economica ed è stata oggetto di molte controversie; come accade per numerosi principi delle Scienze Naturali, è in apparente contrasto con l’intuito comune delle persone non specializzate.

Come tutte le leggi fondamentali nasce da un’osservazione semplice e dalla sua generalizzazione, che non sempre è stata fatta appropriatamente.

Poiché essa incide su molte delle decisioni che si possono prendere a livello politico, ed ha la sua quota di influenza su questo testo, è opportuna una breve discussione di essa a vantaggio soprattutto del lettore non economista che potrebbe facilmente commettere errori di valutazione se essa non gli fosse presente.

Si può esprimere secondo varie formulazioni: qui si preferisce adottare la forma differenziale ed osservare che cosa succede in corrispondenza ad una delle possibili variazioni elementari del mercato, e precisamente quando in esso entra una nuova impresa.

Un altro esempio importantissimo della legge di Say è quando la nuova impresa entra nel mercato preesistente con la forza.

Il caso più comune e diffuso ai nostri giorni è l’entrata di una nuova impresa in un segmento di mercato appartenente al capitalismo-b.

Occorre osservare che la legge di Say si applica tale e quale al fenomeno differenziale inverso, ossia all’uscita di una impresa dal mercato; fenomeno negativo nel capitalismo-a, ma tendenzialmente positivo nel capitalismo-b, nonostante la riduzione di una occupazione che è sostanzialmente fittizia; un Governo che abbia senso di dignità deve incoraggiare l’occupazione reale, non quella che sfibra e sfianca la capacità competitiva interna ed esterna del sistema, trovandosi poi senza forze per affrontare le dure sfide legate alle immense trasformazioni in atto ai nostri tempi.